“Ci sono 10 fenicotteri ai Variconi. Camma fà, vogliamo organizzarci?” … a questo appello di Elio abbiamo risposto in quattro, Nunzio, Rosita, Danila e io 🙂
Mercoledì 5 giugno 2013, appuntamento all’Oasi dei Variconi ore 18:00 minuto più minuto meno.
Io e Nunzio decidiamo di anticipare l’appuntamento per fare prima un giro ai Regi Lagni. Parcheggiata l’auto incominciamo a costeggiare il canale dirigendoci verso la pineta retrodunale dove avevamo visto, arrivando, un gran movimento. Ed infatti c’era come da un po’ di anni a questa parte una gran bella garzaia costituita per la maggiore da Aironi guardabuoi e Garzette, abbiamo poi visto in volo un Airone bianco, un paio di Aironi cenerini e diverse Sgarze ciuffetto. Ci siamo tenuti a debita distanza per evitare di dar loro troppo fastidio provocando magari un fuggi fuggi generale. Mentre avanzavamo lungo il bordo del canale ci è scappato davanti un piccolo, probabilmente caduto da qualche nido di non abbiamo ben capito se di Airone guardabuoi o Garzetta, gli abbiamo scatto qualche foto e ci siamo allontanati, la prima impressione è stata in ogni caso di Garzetta.
Ripresa l’auto ci siamo diretti all’Oasi dei Variconi dove dovevamo incontrarci con Elio, Danila e Rosita. Io e Nunzio siamo i primi ad arrivare, erano le 18:10 circa e parcheggiamo di fronte all’ingresso dell’Oasi. C’era ancora abbastanza luce e mentre Nunzio approfitta per fare uno spuntino provo a scattare un po’ di foto ad un Merlo che si era messo spavaldo sulla vegetazione poco lontano da noi. Elio, Danila e Rosita si fanno attendere e decidiamo quindi di avviarci pian pianino verso il capanno dove avremmo trovato finalmente le nostre star di quella giornata, i fenicotteri, non vedevamo l’ora.
Era stata una splendida giornata di sole e a quell’ora incominciava ben a mostrarsi una delle più belle luci. Le giornate precedenti erano state piuttosto brutte e piovose, ma quel mercoledì 5 giugno 2013 era qualcosa di straordinariamente bello. Una luce dorata incominciava ad avvolgere l’oasi dandole un aspetto caldo e accogliente. Ci soffermiamo per un po’ al primo quadrivia dove a sinistra scende la stradina che porta al capanno di osservazione principale. C’erano una moltitudine di Rondini che volavano in tutte le direzioni. Proviamo a scattare qualche foto ma senza successo, è praticamente impossibile, o quasi, scattare una foto al volo alle rondini, almeno lo è per me. Avrò scattato una cinquantina di foto e solo una, non so’ come, è più o meno riuscita nitida.
Di Danila, Elio e Rosita, ancora nulla. Con Nunzio decidiamo a questo punto di aspettarli al capanno, oramai eravamo lì ed eravamo impazienti. Ci muoviamo pianissimo e senza fare il minimo rumore. Passo dopo passo guardandoci intorno, evitando tutto ciò che potesse scricchiolare sotto i nostri piedi. Giunti alla porta la apriamo lentamente, tutto buio, tutte le feritoie abbassate, non mi era mai capitato prima di allora, sorrido … quello era il chiaro segno che c’era qualcosa. Nel percoso dal cancello al quadrivia e dal quadrivia alla porta di ingresso non eravamo riusciti a vedere nulla e le feritoie abbassate erano un preciso segno, preservare la privacy ed evitare di spaventare i fenicotteri che avevano deciso di fermarsi nell’Oasi per riposarsi e rifocillarsi prima di intraprendere il loro viaggio di migrazione.
Ci liberiamo degli zaini, appoggiandoli delicatamente sul tavolo e ci avviciniamo alle due feritoie frontali.
La sollevo così piano che il movimento sembra essere impercettibile i miei occhi erano praticamente attaccati alla piccola fessura da cui entrava la luce … non riesco a vedere niente … continuo il movimento di apertura ora riesco a vedere. Muovo gli occhi in tutte le direzioni, loro già sapevano dove e quando soffermarsi avendo ben impresso la forma da trovare … ma … niente da fare dal lato che avevo scelto non c’erano … richiudo lentamente così come avevo aperto. Stesso esito dalla parte di Nunzio. A questo punto resta la feritoia di sinistra, a destra avevamo già dato un’occhiata visto che dalla passerella di legno che porta al capanno è possibile avere la visuale della parte destra.
Grande respiro e lentamente incominciamo ad aprire … 🙁 … ma anche da quel lato niente da fare.
Ci sediamo sconsolati e delusi, i fenicotteri ci avevano fatto un bello scherzetto o probabilmente non era quello il posto giusto.
Faccimo mille pensieri e mentre si ragionava su dove potevano essere, arrivano Elio, Danila e Rosita … breve sguardo di intesa e saluti e … “ … Ma come!! dovevano essere qui!!!??? dove sono?? …“
La luce del sole diventava sempre più bella e avvolgente facendo risaltare il colore verde chiaro e giallo della vegetezione circostante. Mentre decidiamo cosa fare scatto un po’ di foto cercando di catturare il paesaggio, anche Danila, Nunzio e Rosita fanno lo stesso. Piccoli di folaga, piccoli di gallinella, piccoli di Germano reale, l’oasi è tutto un pullulare di nuove generazioni. Ero stato così concentrato ed avevo un unico pensiero in testa “i fenicotteri” che non mi ero reso ancora conto di quanta vita c’era tutt’intorno. Una femmina di Germano decide di soffermarsi davanti alla feritoia di sinistra, gli dedichiamo un po’ di scatti. Una famigliola abbastanza numerosa di germani la scorgiamo di fronte sotto alle canne illuminate dal sole, insieme a folaghe e tuffetti.
Si confabula un po’ Elio decide di fare un sopralluogo dall’altra parte del “lago grande” che dal capanno principale non è visibile perchè coperto dalla folta vegetazione. Si può osservare solo facendo il giro dalla spiaggia. “Vuoi vedere che i fenicotteri si sono spostati lì“.
Io e Danila rimaniamo nel capanno principale, Nunzio e Rosita si spostano all’esterno a scattare qualche altra foto ed Elio di gran passo si muove per raggiungere l’altra parte del lago. Lo seguo dal capanno, osservando i suoi spostamenti dal mirino della fotocamera … attendo con ansia che faccia un qualche segno positivo, si sofferma più volte portando il binocolo agli occhi, eccolo, eccolo dai girati, … attendo, non voglio ancora arrendermi. Niente da fare abbassa il binocolo e continua con il suo passo veloce, cadenato. Si sposta sempre più verso sinistra fino a che non riesco più a vederlo perchè scompare nascosto dalla vegetazione del lato sinistro. Resto in attesa. Passa qualche minuto ed Elio ricompare rifacendo sui suoi passi sta tornando dietro. Si sposta verso destra costeggiando il grande lago proprio di fronte al capanno, non si volta mai verso di noi, continua a guardarsi intorno, osserva con il binocolo … ma oramai è chiaro i fenicotteri hanno deciso di non mostrarsi.
Ancora un paio di scatti al paesaggio in attesa che ritorni Elio. Raccogliamo le nostre cose e visto che eravamo in zona decidiamo a questo punto di fare un salto alle “Vasche di Ischitella”. Tutti noi non volevamo ancora arrenderci, la nostra speranza era che i fenicotteri si fossero spostati alle vasche. La luce incominciava a scarseggiare, era difficile riuscire a fare foto, ma noi ci saremmo accontentati dell’avvistamento 🙂 Tutti in macchina e via.
Giunti sul posto avvistiamo diversi Cavalieri d’Italia e Aironi guardabuoi insieme agli immancabili bufali, fermiamo le auto e scendiamo. Il sole era quasi del tutto tramontato c’era una bellissima luce rossa, prendo la fotocamera e approfitto per fare ancora un po’ di foto cercando di catturare il tramonto.
Risaliamo in auto e lentamente a passo d’uomo continuiamo il giro seguendo le stradine che si diramano nella zona paludosa, si vede poco, Elio conosce bene la strada e lo seguiamo, il sole non c’è più, ma riusciamo a scorgere i Cavalieri d’italia con i piccoli, alcune femmine in cova sui nidi a pochi metri dalla strada e un paio di fratini.
Anche il giro delle vasche termino, così come la giornata.
Abbiamo trascorso una splendida mezza giornata insieme, intensa e comunque forte emotivamente. Fermiamo le auto per salutarci e riprendere ognuno la strada di casa. I fenicotteri hanno deciso questa volta di non farsi vedere, ma l’appuntamento è solo rimandato al prossimo anno, siamo certi che la prossima volta non ci scapperanno 😉
Un po’ di foto di quella giornata:
Grazie Danila 🙂
Bello ed emozionante il racconto della giornata e straordinarie le foto!!! Complimenti Claudio!!
Massimo Notarangelo
Massimo, un abbraccio e grazie 🙂
Titolo molto suggestivo, ritmo calzante che fa si che il lettore rimanga incollato alla storia dall’inizio alla fine, foto molto belle ed utili a chi, come me, non conosce ancora l’oasi, ma desidera visitarla prima possibile.Molto bravo/i, complimenti!
Ruxandra, ti ringrazio tantissimo per le tue belle parole, Grazie!!!!

Che bella descrizione, e che belle immagini!! Danila